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Produzione di mele in Europa: previsto un calo significativo con possibili aumenti dei prezzi

22 Agosto 2024

La stagione melicola 2024/2025 in Europa si preannuncia problematica con la previsione di una riduzione produttiva dell’11% rispetto al 2023, a danno soprattutto delle varietà Golden Delicious e Gala. In Italia, seppur in lieve calo, la produzione mantiene buoni standard qualitativi nonostante le gelate primaverili.  Le prospettive per la campagna commerciale 2024-2025 sono di un aumemnto generalizzato di prezzi. È quanto è emerso dalla conferenza Prognosfruit, quest’anno organizzata a Budapest, da FruitVeB (Organizzazione interprofessionale ungherese di frutta e verdura) insieme a WAPA (Associazione Mondiale Mele e Pere).

La situazione nell’Unione Europea

Il report presentato a Prognosfruit 2024 prevede una produzione europea di mele pari a 10.207.000 tonnellate, in calo dell’11% rispetto al 2023 e del 14% rispetto alla media degli ultimi tre anni. La riduzione è dovuta principalmente alle gelate primaverili che hanno colpito diversi Paesi Europei. In  Polonia, principale produttore europeo, si attende un calo  del 20%, con una produzione stimata di 3.190.000 tonnellate. Raccolti in flessione sono previsti anche in Francia (-3%) e Germania (-16%), unitamente alle riduzioni significative attese in Austria (-49%), Belgio (-34%), Repubblica Ceca (-76%), Ungheria (-40%) e Romania (-15%). In controtendenza la campagna melicola in Spagna, Grecia e Slovenia, dove le stime indicano un aumento della produzione rispettivamente del 9%, 57% e 26%.

A livello varietale, la Golden Delicious vede una riduzione del 10%, con una produzione di 1.972.000 tonnellate, mentre la Gala segna un calo dell’11%, il più marcato degli ultimi cinque anni. In crescita del 3% la Red Delicious, mentre la produzione di Granny Smith e Fuji rimane stabile. Le nuove varietà Club mantengono buoni livelli produttivi nonostante una leggera flessione del 3%.

 

La situazione italiana

In Italia, secondo i dati raccolti da Assomela, la produzione di mele è stimata in 2.162.495 tonnellate, solo leggermente inferiore (-1%) rispetto al 2023, sintesi delle flessioni significative dell’ Alto Adige e del Trentino (rispettivamente – 9% e -7%), colpiti dalle gelate primaverili, controbilanciate dai significativi incrementi di Veneto (+33%), Emilia-Romagna (+15%) e Piemonte (+8%). Ad essere maggiormente penalizzata è stata la produzione biologica che perde il 6%, attestandosi a 158.150 tonnellate, con un incidenza di circa il 7% sul totale.

Per quanto riguarda le dinamiche varietali in Italia, cala del -10% la Golden Delicious a quota 631.714 tons, soprattutto a causa delle temperature sotto lo zero avute nell’ultima settimana di aprile e al susseguirsi di piogge abbondanti nel periodo successivo. In ripresa invece del +5% rispetto al 2023 la produzione di Red Delicious a quota 183.265 tons, dopo la produzione minima dello scorso anno. Un calo è previsto per la Gala a -8% dopo il record produttivo del 2023 con una produzione di 164.453 tons., mentre la Granny aumenta la produzione con +18% sul 2023. Questa varietà, insieme alla Morgenduft che con 55.662 tons previste segna un record produttivo rispetto agli anni precedenti, hanno entrambi un’importante quota destinata all’industria per i programmi “baby food” in Veneto. La Fuji rimane in linea rispetto al 2022 (+1%) con una produzione di 159.422 tons e la Cripps Pink cala del 2% rispetto allo scorso anno, ma rimane al di sopra della media degli ultimi quattro anni, con un +24%. Le nuove varietà Club fanno segnare un altro record produttivo superando le 265.000 tons con un aumento percentuale previsto di +5% rispetto allo scorso anno.

 

Nonostante le temperature basse, le numerose piogge abbondanti e le gelate primaverili in Trentino-Alto Adige che hanno provocato danni nei frutteti soprattutto sopra i 500 mslm, l’andamento climatico non ha avuto un effetto negativo sulle qualità organolettiche delle mele, e lo sviluppo dei frutti è paragonabile a quello dello scorso anno per quanto riguarda il calibro e il colore. Il periodo di raccolta è regolare rispetto alla media e lo scorso anno.

Anche in Piemonte la produzione è regolare, i calibri sono medie-grandi e di una buona colorazione. La situazione climatica in Veneto, che lo scorso anno era stata penalizzata dal gelo e dalla grandine, quest’anno si rileva in ripresa, con rese normali/buone, simili alla stagione 2022. In Emilia-Romagna ci si attende un’offerta in aumento sul 2023 con buone fioriture e un buon diradamento. Dal punto di vista fitosanitario, a parte qualche presenza di ticchiolatura, non si rilevano problemi particolari. Ad oggi si può prevedere una quantità di mele destinate al mercato fresco di 1.880.999 tons, esattamente in linea rispetto allo scorso anno.

 

 

 

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