L’Istat ha pubblicato le stime preliminari sull’andamento dell’economia agricola per il 2024, delineando un quadro positivo per il settore primario in Italia. Il Paese si conferma leader europeo per valore aggiunto agricolo, raggiungendo i 42,4 miliardi di euro (+9% rispetto al 2023) e superando Spagna (39,5 miliardi di euro) e Francia (35,1 miliardi di euro). Questo risultato, che evidenzia una crescita del 3,5% in volume e del 5,3% in valore, riafferma il primato italiano nell’agricoltura dell’UE27.
Produzione agricola in crescita: frutta, ortaggi e vino protagonisti
La produzione agricola complessiva ha registrato un aumento dell’1,4% in volume e del 2,2% in valore, raggiungendo 74,6 miliardi di euro. Un contributo significativo è arrivato dalle coltivazioni (+1,5%), che hanno beneficiato di un’annata favorevole per frutta (+5,4%, con un picco dell’11,5% per la frutta fresca), ortaggi freschi (+3,8%) e vino (+3,5%). Tuttavia, alcune produzioni chiave come cereali (-7,1%), olio d’oliva (-5%) e foraggi (-2,5%) hanno registrato cali, riflettendo le difficoltà legate a condizioni climatiche sfavorevoli e dinamiche di mercato.
Il comparto zootecnico ha visto un incremento modesto dei volumi (+0,6%), trainato dalla crescita nella produzione di carni bovine (+1,5%), latte (+1,1%) e uova (+0,5%). Nonostante questi risultati, la riduzione dei prezzi del comparto (-2,2%) ha comportato una contrazione del valore complessivo del settore, sceso a 21,1 miliardi di euro (-1,6% rispetto al 2023).
Un dato rilevante del 2024 è la contrazione dei costi intermedi (-5,5%), grazie alla riduzione dei prezzi di beni e servizi impiegati (-4,5%), soprattutto mangimi ed energia. Questo ha permesso al settore agricolo di beneficiare di un miglioramento della ragione di scambio e di rafforzare il valore aggiunto lordo ai prezzi base. Complessivamente, il reddito dei fattori è cresciuto dell’11,3%, con un incremento del 12,5% dell’indicatore di reddito agricolo, nettamente superiore alla media UE27 (+1,6%).
Nel contesto europeo, l’Italia si distingue non solo per il valore aggiunto agricolo, ma anche per la resilienza del settore, che ha saputo migliorare la produttività in un anno caratterizzato da difficoltà per molti Paesi dell’UE27. In Francia, ad esempio, si è registrata una contrazione del 7,7% nel valore della produzione, mentre l’Italia ha segnato un aumento del 2,2%. Anche la Spagna ha mostrato una crescita importante (+4,3%), ma non è riuscita a eguagliare la performance italiana.
Le attività secondarie non agricole, come agriturismo e produzione di energia rinnovabile, continuano a trainare l’economia agricola italiana, con una crescita del 5,2% in volume e del 2,6% in valore. Questo settore riflette la capacità dell’agricoltura italiana di diversificarsi e innovarsi, rispondendo alle nuove esigenze del mercato.
Nonostante i numeri positivi, il settore deve confrontarsi con alcune criticità. Il calo dell’input di lavoro (-2,6%) è stato superiore alla media europea (-0,9%), a causa di una significativa flessione dei lavoratori indipendenti (-4,4%), solo parzialmente compensata dall’aumento dei lavoratori dipendenti (+0,9%). Inoltre, la flessione nella produzione di cereali e olio d’oliva evidenzia la necessità di strategie di adattamento per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e garantire la sostenibilità delle filiere produttive.

Fonte: Eurostat

