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Ucraina: Commissione Ue vara pacchetto di aiuti per agricoltori

28 Marzo 2022

Il 24 marzo la Commissione europea ha presentato una serie di azioni a breve e medio termine per migliorare la sicurezza alimentare globale e sostenere gli agricoltori e i consumatori nell’UE alla luce dell’impennata record dei prezzi dei prodotti alimentari e dei costi dei fattori di produzione, come l’energia e i fertilizzanti.

Tra le misure varate dalla Ue, un pacchetto di sostegno di  500 milioni di euro, per sostenere i produttori agricoli europei più colpiti dalle conseguenze della guerra, ma anche azioni volte a fronteggiare la scarsità di prodotti chiave, come cereali e colture proteiche, mediante una deroga eccezionale e temporanea per coltivare terreni incolti, pur mantenendo l’intero livello del pagamento per l’inverdimento per gli agricoltori.  Per alleviare la pressione sul mercato dei mangimi, sono state poi introdotte anche delle flessibilità temporanee rispetto ai requisiti di importazione esistenti per i mangimi.

Per l‘Italia, queste misure si traducono in uno stanziamento di quasi 50 milioni di euro di aiuti diretti, che grazie alla quota di cofinanziamento fino al 200% da parte del singolo Stato membro, possono arrivare a una dotazione complessiva di quasi 150 milioni. Gli Stati dovranno notificare alla Commissione entro il 30 giugno le misure che adotteranno, il loro impatto previsto e i criteri per la concessione degli aiuti.

Sebbene la disponibilità di cibo non sia attualmente in gioco nell’UE sottolinea il comunicato della Commissione,  poiché il continente è in gran parte autosufficiente per molti prodotti agricoli, la dipendenza di alcune materie prime sta esponendo i Paesi membri a una situazione di vulnerabilità aggravata anche dagli elevati costi degli input, come i fertilizzanti e l’energia fossile.   Gli agricoltori sono alle prese con sfide di produzione che rischiano di far salire i prezzi dei prodotti alimentari.

Per garantire l’accesso al cibo in un contesto gravato da forti rincari dei generi alimentari (in Italia a febbraio secondo Eurostat i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 5,2% rispetto all’anno scorso, con punte del +11% per la pasta) gli Stati  membri possono anche applicare aliquote Iva ridotte  e incoraggiare gli operatori economici a contenere i prezzi al dettaglio, attingendo anche ai fondi dell’Ue come il Fondo per gli aiuti europei agli indigenti (Fead) che sostiene le azioni dei paesi membri per fornire cibo e/o assistenza materiale di base ai più vulnerabili.

I provvedimenti adottati si inseriscono in un nuovo quadro di crisi temporaneo che consente agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato, integrando gli strumenti esistenti con altre forme di risarcimento alle imprese per i danni subiti direttamente a causa di circostanze eccezionali.

“Dalla Ue arriva una prima risposta importante per garantire la sicurezza alimentare e aiutare gli agricoltori a fronteggiare gli effetti della guerra in Ucraina, stretti tra i costi alle stelle e le speculazioni sui mercati” ha commentato la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, esprimendo approvazione sia per lo sblocco dei 4 milioni di ettari di terreni a riposo nelle aree di interesse ecologico (Efa) che consentiranno di aumentare la produzione comunitaria di cereali, mais in primis sia per il ricorso alla riserva di crisi della Pac, che metterà a disposizione dell’Italia circa 50 milioni di euro. “Tuttavia – evidenzia la Cia – per rispondere all’intensità della crisi, serve un vero piano straordinario europeo, secondo la logica adottata con la pandemia, per mobilitare maggiori fondi sull’emergenza in atto anche attraverso un nuovo debito comune”.

Secondo le stime della Coldiretti con gli interventi straordinari decisi dalla Commissione Ue può essere garantita in Italia una produzione aggiuntiva di circa 15 milioni di quintali di mais, grano duro e tenero necessari per ridurre la dipendenza dall’estero. Il via libera alla semina arrivato da Bruxelles, permetterà il recupero in Italia di circa 200 mila ettari di terreno a riposo e vedrà tra le regioni più interessate la Campania con 10.500 ettari, la Lombardia con 11.000, il Veneto con 12.300 ettari, il Piemonte con 17.544 e l’Emilia-Romagna con 20.200.

“Appare però del tutto insufficiente – ha sottolineato la Coldiretti – l’annunciato impiego della riserva di crisi della Pac che per l’Italia significa un importo inferiore ai 50 milioni di euro i quali, anche se possono essere cofinanziati per il 200%, sono assolutamente inadeguati a dare risposte concrete alle difficoltà che stanno subendo le aziende agricole, quelle della pesca e gli allevamenti, costretti ad affrontare aumenti insostenibili per energia, mangimi, concimi. Insufficienti anche i livelli di aiuto previsti dal quadro temporaneo aiuti di stato per la crisi Ucraina, appena pubblicato, che prevede un tetto massimo di 35.000 euro per azienda agricola, ampiamente al di sotto delle reali esigenze”

Per Confagricoltura quello fatto dalla Commissione europea è “un passo decisivo, ma sicuramente non sufficiente” a fronteggiare la crisi che si è innescata. I quasi 150 milioni che potranno andare agli agricoltori sono giudicati una cifra molto “contenuta” rispetto al danno prodotto, inoltre la decisione di rendere disponibili queste risorse ai produttori che attuino pratiche sostenibili costituisce un “vincolo” alla distribuzione degli aiuti. L’intervento volto ad aumentare le superfici coltivate sul 5% dei terreni incolti è accolto positivamente dall”associazione, ma anche in questo caso viene rilevata la portata limitata e la presenza di vincoli. Le richieste di Confagricoltura sono, nell’immediato, un allentamento dei vincoli relativi al greening (superficie a riposo, diversificazione culture ) ed in prospettiva una rivisitazione della politica agricola comune (PAC).

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