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Rimbalzo nel 2021 per le DOP IGP italiane. Oggi il comparto vale il 21% del fatturato dell’agroalimentare nazionale complessivo

27 Novembre 2022

Molto di più di un semplice rimbalzo post Covid. Il sistema Italiano delle eccellenze agroalimentari a marchio DOP e IGP archivia un 2021 da record: 19 miliardi di euro di valore alla produzione (+16% sul 2020), di cui 10,7 miliardi generati dalla vendite all’estero (+13%), per un’incidenza sul fatturato dell’agroalimentare complessivo che ha superato la soglia del 20%.

I dati dell’ultimo Rapporto Ismea Qualivita presentato il 22 novembre a Roma hanno delineato uno scenario di forte ripresa del comparto dopo le difficoltà causate dalla pandemia, durante la quale il sistema delle Dop e Igp non ha comunque mai smesso di produrre e assicurare forniture regolari di cibo di qualità. I dati illustrati confermano ancora una volta la grande forza propulsiva della Dop Economy nei diversi territori di appartenenza, dove sempre più spesso il binomio cibo e vino di qualità è un elemento di forte richiamo turistico.

Il successo del modello delle Indicazioni geografiche è anche testimoniata dal numero di prodotti insigniti del prestigioso bollino comunitario che aumenta di anno in anno: a novembre 2022 si è raggiunto il totale di 845 prodotti con 4 nuovi riconoscimenti (Vincisgrassi alla Maceratese STG, la Lenticchia di Onano IGP, Finocchio di Isola Capo Rizzuto IGP e Castagna di Roccamonfina IGP) e di pari passo cresce anche l’impatto economico nei territori di origine. Al di là dei grandi distretti produttivi, che a tutt’oggi concentrano gran parte del valore del sistema, quasi tutti i comuni italiani dal Nord al Sud della Penisola vantano almeno una Ig e ne traggono un beneficio economico.

Il ruolo di punta è sempre rappresentato dal Nord Est che nel corso del 2021 ha rafforzato ulteriormente la sua leadership, superando complessivamente i 10 miliardi di euro (+19,1% sul 2020) e arrivando a esprimere il 55% del valore complessivo nazionale del settore DOP IGP. Le regioni del Nord-Ovest con 3,8 miliardi di euro registrano un incremento del 10,8%, mentre quelle del Centro avanzano del 15,5% raggiungendo 1,7 miliardi di euro di valore alla produzione. Ma il dato più significativo riguarda l’area “Sud e Isole”, l’unica a crescere nel 2020 (+7,5%) e che nel 2021 con 3 miliardi di euro segna un’ulteriore progressione del 13,2%.

Nel mercato domestico, dopo la crescita dei consumi nella Grande Distribuzione Organizzata nel 2020 di riflesso alla pandemia e alle relative restrizioni sugli altri canali, i dati del 2021 hanno mostrato una sorprendente tenuta dei risultati raggiunti, con una lievissima flessione della spesa (-0,5%) che diventa variazione positiva considerando solo le vendite a peso fisso (+0,7%). I primi nove mesi del 2022 indicano tendenze opposte tra il segmento delle produzioni vinicole, che registrano una contrazione degli acquisti in valore del 5,2%, anche per effetto del ritorno alle occasioni di consumo fuori casa e quello del food che segna un ulteriore avanzamento degli acquisti in valore (+2,8%), seppur in corrispondenza di riduzione in volume degli acquisti.

 

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Il 2021 è un anno di traguardi per il vino italiano DOP IGP, con una produzione imbottigliata che ha sfiorato i 27 milioni di ettolitri (+11% sul 2020) e un giro d’affari alla produzione di oltre 11 miliardi di euro, in crescita del 21% su base annua.  Anche le esportazioni hanno chiuso l’anno con un nuovo record di 6,3 miliardi (+13%), complice anche la positiva dinamica dei prezzi, sostenuta nella parte finale dell’anno all’impennata dei costi di produzione.

Cresce la produzione certificata e soprattutto il valore anche dei formaggi (4,68 mld €), trainato dalle grandi DOP, anche grazie alla ripresa della domanda con il progressivo ritorno alla normalità post-pandemia e le riaperture dell’Horeca. Sul fronte dell’export, dopo la buona tenuta nel 2020, il 2021 fa segnare una progressione di oltre il 15% delle vendite all’estero, che porta il giro d’affari a quota 2,3 miliardi di euro.

La categoria dei prodotti a base di carne ha subito lo scorso anno una lieve contrazione di quantità certificata a fronte di una crescita del valore alla produzione ( quasi 2 miliardi di euro), sostenuta  dall’aumento dei prezzi all’origine. Dopo gli effetti negativi della pandemia, soprattutto nei Paesi Extra-UE, si registra un recupero a due cifre per l’export che raggiunge 633 milioni di euro (+12,7%).

Per gli ortofrutticoli DOP IGP la flessione dei listini all’origine per alcune grandi IG (mele, in particolare) ha determinato una contrazione dell’1,8% del valore della produzione, scesa a 384 milioni di euro. In frenata anche le vendite all’estero, con una riduzione in valore del 15% sull’anno precedente.

Il piccolo segmento degli aceti registra invece un recupero produttivo a doppia cifra accompagnato anche da un incremento proporzionale del valore. Con 407 mln di euro, la categoria, nonostante conti solamente 3 denominazioni e 645 operatori, è terza in valore nel settore delle DOP IGP. L’export vale 934 milioni di euro, interessa il 92% della produzione certificata degli aceti balsamici e rappresenta il 21% delle esportazioni in valore del comparto cibo DOP IGP nel suo complesso.

Per i 49 oli di oliva a denominazione, dopo due anni di calo consecutivi, il 2021 fa segnare una crescita consistente della quantità certificata e del relativo valore economico. La crescita coinvolge quasi tutte le principali denominazioni DOP e IGP, a cominciare dal recupero della DOP Terra di Bari DOP, dopo il crollo di prodotto certificato del 2020. Dei 91 milioni di euro di valore alla produzione, ben 66 milioni di euro è la quota destinata all’export, a fronte di una quantità del 38% di produzione certificata.

Le carni fresche DOP IGP che contano 6 denominazioni e 10.406 operatori hanno generato lo scorso anno un valore alla produzione di 98 milioni di euro in crescita di quasi il 7% su base annua, grazie a un lieve incremento produttivo e alla decisa rivalutazione delle quotazioni all’origine, di riflesso alla riapertura dell’Horeca e a una domanda domestica più vivace. Corre anche l’export (+26%), seppure in corrispondenza di valori ancora esigui (12 milioni di euro, che rappresentano il 9% del prodotto certificato).

Le paste alimentari consolidano i risultati degli ultimi anni e si affermano come 5° categoria in assoluto per valore alla produzione con 246 milioni di euro e 4° categoria per l’export con 202 milioni di euro, grazie alla Pasta di Gragnano IGP che si conferma fra le prime 10 IG italiane per valore nel comparto cibo. Ottimi segnali per i prodotti della panetteria e pasticceria che raggiungono un valore alla produzione di 100 milioni di euro ( +22,3% su base annua).

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