Con oltre un miliardo di euro di risorse destinate al settore primario, il disegno di legge “Coltiva Italia” rappresenta uno dei più consistenti interventi di politica agricola nazionale degli ultimi decenni.
I tre principali ambiti di intervento
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri nel luglio 2025 e recentemente licenziato dalla Commissione Agricoltura della Camera, punta a sostenere la capacità produttiva del sistema agricolo italiano attraverso interventi mirati sulle principali filiere, il ricambio generazionale, la ricerca e la gestione delle emergenze fitosanitarie e zootecniche.
L’architettura finanziaria del provvedimento ruota attorno a tre grandi capitoli di spesa, ai quali sono destinati complessivamente 900 milioni di euro.
Il primo è il Fondo per la Sovranità Alimentare, con una dotazione di 300 milioni di euro destinata al rafforzamento della produzione nazionale di cereali e colture proteiche. L’obiettivo è incrementare la disponibilità interna di frumento duro, frumento tenero, soia e altre colture considerate strategiche, riducendo la dipendenza dalle importazioni e aumentando l’autosufficienza delle filiere agroalimentari e mangimistiche.
Le risorse potranno sostenere investimenti produttivi, miglioramento delle rese, innovazione colturale e programmi finalizzati ad aumentare la competitività delle aziende agricole operanti in questi comparti.
Un secondo pilastro è rappresentato dal programma Allevamento Italia, anch’esso finanziato con 300 milioni di euro. Il piano mira al rilancio della zootecnia bovina nazionale, con particolare attenzione alla linea vacca-vitello, considerata l’anello più debole della filiera italiana della carne. L’intervento intende aumentare il numero di capi allevati nel Paese, ridurre la dipendenza dall’importazione di ristalli esteri e rafforzare la capacità produttiva delle imprese zootecniche.
Nel corso dell’esame parlamentare il perimetro delle misure è stato ulteriormente ampliato, prevedendo interventi anche sulle strutture allevatoriali e introducendo strumenti per fronteggiare le emergenze sanitarie che interessano il comparto, comprese le epizoozie. È inoltre prevista una moratoria di dodici mesi sulla quota capitale dei mutui per le imprese agricole colpite da emergenze sanitarie nel corso del 2025, con l’obiettivo di preservarne la liquidità.
Il terzo asse strategico riguarda il Piano Olivicolo Nazionale, anch’esso finanziato con 300 milioni di euro. Le risorse saranno destinate principalmente al reimpianto degli oliveti, al recupero del potenziale produttivo delle aziende e alla diffusione di varietà resistenti nelle aree interessate dalla diffusione della Xylella. Il piano si propone non soltanto di ricostruire la capacità produttiva dei territori maggiormente colpiti, ma anche di favorire il rinnovamento degli impianti e l’ammodernamento dell’olivicoltura italiana.
Stabilizzazione dei mercati e valorizzazione delle filiere
Tra gli strumenti del provvedimento figurano gli incentivi ai contratti di filiera per il frumento, ai quali sono destinati 10 milioni di euro.
La misura introduce un credito d’imposta variabile tra il 20% e il 40% per le imprese di trasformazione che stipulano contratti pluriennali con gli agricoltori, della durata compresa tra tre e cinque anni.
L’obiettivo è favorire una maggiore integrazione verticale delle filiere cerealicole, garantendo maggiore stabilità ai prezzi, riducendo la volatilità dei mercati e assicurando agli agricoltori una più elevata prevedibilità dei ricavi attraverso accordi di lungo periodo.
Si tratta di uno strumento che mira a rafforzare la programmazione produttiva e a consolidare i rapporti tra produzione agricola e industria della trasformazione.
Giovani, donne e ricambio generazionale
Un ulteriore capitolo del disegno di legge riguarda il rafforzamento dell’imprenditoria agricola giovanile e femminile.
Sono previsti 150 milioni di euro destinati al rifinanziamento degli strumenti di sostegno già esistenti, con particolare riferimento all’accesso al credito, agli investimenti aziendali e al primo insediamento.
Il provvedimento punta inoltre a favorire l’accesso alla terra da parte dei nuovi imprenditori agricoli, integrando gli strumenti già operativi e incentivando il ricambio generazionale, uno degli elementi ritenuti fondamentali per la competitività futura del comparto.
Ricerca, innovazione e semplificazione amministrativa
Accanto agli interventi sulle filiere produttive, il disegno di legge destina ulteriori risorse alla ricerca applicata, all’innovazione tecnologica e alla semplificazione amministrativa.
La dotazione prevista, pari a circa 13,5 milioni di euro, finanzierà attività di ricerca, trasferimento tecnologico e digitalizzazione, oltre a interventi finalizzati alla riduzione degli adempimenti burocratici per le imprese agricole.
L’obiettivo è accelerare la diffusione dell’innovazione nei processi produttivi e rendere più efficiente il rapporto tra imprese e pubblica amministrazione.
Le novità introdotte durante l’esame parlamentare
L’esame in Commissione Agricoltura ha ulteriormente rafforzato il provvedimento.
Tra gli emendamenti approvati assumono particolare rilievo l’istituzione di una struttura commissariale dedicata al contrasto della Xylella, con funzioni di coordinamento nazionale, monitoraggio e gestione delle emergenze fitosanitarie, finanziata fino al 2028.
Sono state inoltre introdotte misure per rafforzare la sanità animale, migliorare il coordinamento nella gestione delle crisi epidemiche e sostenere gli allevamenti maggiormente esposti ai rischi sanitari.
Un intervento strutturale per la competitività del settore
Nel suo complesso, il DDL Coltiva Italia rappresenta un intervento di politica industriale rivolto all’agricoltura più che un tradizionale pacchetto di aiuti. Le risorse vengono infatti concentrate su alcuni obiettivi strategici: rafforzare l’autonomia produttiva nazionale, sostenere gli investimenti nelle filiere considerate prioritarie, favorire il ricambio generazionale e aumentare la resilienza delle imprese agricole rispetto alle emergenze sanitarie, fitosanitarie e alle tensioni dei mercati.
L’approvazione definitiva del provvedimento consentirebbe di attivare un pacchetto di interventi destinato ad accompagnare il settore agricolo nel triennio 2027-2029, con una programmazione finanziaria che supera il miliardo di euro e che si configura come uno dei principali strumenti nazionali di sostegno al comparto agricolo degli ultimi anni.
I prossimi passaggi
Dopo il via libera della Commissione Agricoltura della Camera, il DDL Coltiva Italia è atteso all’esame dell’Assemblea di Montecitorio. Una volta approvato dalla Camera, il provvedimento passerà al Senato per il completamento dell’iter parlamentare. Solo dopo l’approvazione definitiva da parte di entrambi i rami del Parlamento e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale le disposizioni diventeranno legge. Per molte delle misure previste, tuttavia, sarà necessario attendere i successivi decreti attuativi, che definiranno modalità operative, criteri di accesso e tempi di erogazione delle risorse destinate alle imprese agricole.

