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L’agroalimentare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza

19 Giugno 2021

Sono 6,8 miliardi di euro le risorse del PNRR dedicate all’agroalimentare italiano, alle quali si affiancano ulteriori stanziamenti di progetti con altri ministeri come soggetto capofila. Logistica, parco agrisolare, innovazione e meccanizzazione, contratti di filiera, biogas e biometano, resilienza del sistema irriguo sono i progetti con i quali il sistema agroalimentare attuerà la sua transizione verso l’innovazione e la sostenibilità.

Verso la fine di giugno la Presidente della Commissione europea (CE) Ursula Von Der Leyen sarà in visita a Roma per dare il via libera al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) inviato a fine aprile a Bruxelles dal governo Draghi. Stando al cronoprogramma stabilito, entro fine luglio il Consiglio dovrebbe poi approvarlo. Entro settembre, la CE potrebbe erogare la prima tranche di risorse, che consiste nel 13% dell’ammontare complessivo del piano. La parte restante delle risorse andranno erogate e impiegate entro il 2026. Si tratta di un pacchetto di stimolo senza precedenti, con i suoi 191,5 miliardi di euro (68,9 in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti), ai quali si aggiungono 30,6 miliardi del fondo complementare statale.
In generale, il piano dovrà consentire al Paese di uscire dalla crisi innescata dalla pandemia, oltre ad avviare il cambio di paradigma del sistema agroalimentare nazionale. Sono 6,8 miliardi di euro le risorse del PNRR dedicate all’agroalimentare nazionale, alle quali si affiancano ulteriori stanziamenti di progetti condivisi con altri ministeri.

La visione strategica per il settore agroalimentare si basa su tre macrobiettivi: accrescere la competitività del sistema alimentare, la produzione di energia da fonti rinnovabili e promuovere la riduzione delle emissioni e miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi, oltre a migliorare la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione del dissesto idrogeologico.

Più nel dettaglio, sono diversi e molto ambiziosi gli obiettivi che l’insieme dei progetti per l’agroalimentare si pone:

  • delineare gli indirizzi strategici per gli strumenti rivolti alla transizione ecologica e digitale;
  • mettere a disposizione risorse a integrazione di quelle della PAC in graduale riduzione;
  • potenziare imprese e filiere, la promozione internazionale, i sistemi di tracciabilità e trasparenza sull’origine degli alimenti;
  • tutelare le risorse non rinnovabili e sviluppare le agroenergie;
  • lottare contro il dissesto idrogeologico;
  • incentivare la sostenibilità integrale;
  • aumentare le tutele per le lavoratrici e i lavoratori.

Tra i progetti del settore spiccano quelli della missione 2 Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, nella prima componente Economia Circolare e Agricoltura Sostenibile, ai quali vengono riservati 2,8 miliardi di euro. In questo ambito il primo progetto riguarda lo sviluppo della logistica, al quale saranno dedicati 800 milioni di euro, da destinare a investimenti per ridurre l’impatto ambientale dei trasporti e gli sprechi connessi, promuovendo soluzioni innovative come la blockchain. 1,5 miliardi di euro verranno destinati alla realizzazione di un vero e proprio parco Agrisolare, incentivando l’installazione di pannelli solari su una superficie di 2,4 milioni di mq (senza consumo di suolo) con potenza di 0,24 GW, promuovendo allo stesso tempo la riqualificazione dei tetti delle strutture aziendali con la rimozione dell'eternit/amianto e il miglioramento della coibentazione e dell’aerazione. Altri 500 milioni andranno alle misure di innovazione e meccanizzazione agricola e a quelle di innovazione nei processi di trasformazione, stoccaggio e confezionamento dell’olio extra vergine di oliva. Per questa misura due sono le possibili procedure per
l’attuazione, il bando ISI dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) o la Legge Sabatini, dedicati già a misure analoghe.

Un altro strumento esistente che il PNRR ha deciso di potenziare con 1,2 miliardi di euro del fondo complementare, è quello dei contratti di filiera. Da qui al 2026, dunque, queste risorse si aggiungono a quelle già gestite dal MiPAAF per operazioni che mirano a ridurre l’utilizzo di fitofarmaci, antimicrobici, fertilizzanti di sintesi, potenziare l’agricoltura biologica e lottare contro la perdita di biodiversità, migliorare il benessere degli animali, migliorare la distribuzione del valore lungo le diverse fasi della catena, sviluppare la produzione di energia rinnovabile e l’efficienza energetica, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, ridurre le perdite e gli sprechi alimentari. Lo strumento promuove i programmi d’investimento privati, con un contributo in conto capitale e una quota di finanziamento agevolato, con l’intervento di Cassa Depositi e Prestiti.

Un ulteriore progetto di estrema importanza per l’agricoltura italiana è quello della tutela territorio e della risorsa idrica tramite la misura Resilienza del sistema irriguo e gestione forestale sostenibile, che finanzia investimenti infrastrutturali su reti e sistemi irrigui. Alla misura saranno destinati 880 milioni di euro, di cui 360 milioni relativi a progetti già in corso con fondi nazionali. L’obiettivo è arrivare nel 2026 al 12% delle aree agricole con sistemi irrigui resi più efficienti, dall’8% attuale.

L’ultimo progetto dedicato al settore agricolo è quello che mira allo sviluppo di nuovi impianti di biometano e riconvertire, migliorandone l’efficienza, degli impianti biogas verso la produzione di biometano. Per la misura saranno messi in campo 1,9 miliardi di euro.

Infine, tre sono i progetti di competenza di altri ministeri indirizzati o con ricadute sul settore agroalimentare. Si tratta di un progetto proposto dal Ministero della Transizione ecologica (MiTE) che punta alla digitalizzazione delle aree rurali a fallimento di mercato con lo sviluppo della banda larga. Il progetto Turismo e cultura 4.0, con capofila il Ministero dei beni e delle attività culturali (MiBACT) mira ad aumentare l’attrattività dei borghi per lo sviluppo delle zone svantaggiate tramite la rigenerazione culturale e il rilancio turistico. L’ultimo progetto che interessa il settore, ma che ha come capofila il Ministero dello sviluppo economico (MiSE) è quello relativo all’agro-voltaico. La misura promuove la diffusione di impianti agro-voltaici di medie e grandi dimensioni per lo sviluppo delle energie rinnovabili e la riduzione dei costi aziendali, con strutture sospese che non impattino sul consumo di suolo agricolo.

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