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In arrivo i nuovi regolamenti della PAC 2023-2027 in autunno

30 Agosto 2021

Alla fine di giugno 2021 è stato raggiunto l’accordo politico sui principali punti della futura PAC nell’ambito del trilogo tra Parlamento Ue, Commissione europea e Consiglio Ue. Dopo lo scioglimento degli ultimi nodi tecnici, l’accordo verrà esaminato in autunno dalla Commissione agricoltura dell’Ue e dal Consiglio per l’ok definitivo. L’accordo sulla PAC 2023-2027 riguarda i tre principali regolamenti, quello orizzontale, quello sui piani strategici nazionali (PSN) e quello sull’Organizzazione comune dei mercati (OCM).

La futura PAC entrerà in vigore il primo gennaio 2023, dopo il periodo transitorio previsto per il biennio  2021-2022 durante il quale sono state estese le regole della PAC 2014-2020 con nuove risorse.

A livello operativo, ogni Stato membro dovrà redigere un Piano strategico nazionale (PSN), che specifichi come ciascuno stato membro intenda raggiungere i nove obiettivi specifici della PAC.

Il PSN partirà dall’analisi delle condizioni di ciascun paese e conterrà sia le misure del primo che del secondo pilastro, da sottoporre alla Commissione entro il 31 dicembre 2021. La Commissione si riserverà di valutare e approvare il PSN nei sei mesi successivi, mentre l’entrata in vigore sarà il 1° gennaio 2023. Ciascun PSN dovrà contenere una valutazione delle esigenze del territorio dello stato membro, con la relativa strategia di intervento, in particolare andranno obbligatoriamente inserite le misure che vanno a comporre l’architettura verde (condizionalità rafforzata, eco-schemi e pagamenti agro-climatico-ambientali), quelle relative ai giovani agricoltori e quelle sulla gestione del rischio. Inoltre, andranno descritti i pagamenti diretti, gli interventi settoriali e quelli dello sviluppo rurale.

Una parte importante del PSN è riservata ai piani dei target e a quelli finanziari. Per monitorare il PSN, infatti, ogni stato membro dovrà presentare alla Commissione, a partire dal 2024, un rapporto annuale sulle performance, basato su un set di indicatori comuni. A sua volta, la Commissione dovrà valutare le performance dei vari PSN nel 2025 e nel 2027, indicando, se necessario, piani d’azione correttivi.

La più dirompente novità della nuova PAC, l’approccio programmatico unitario tra I e II Pilastro basato sui risultati, aumenta le possibilità di efficacia nel perseguire gli obiettivi comuni, ma impone un metodo di costruzione della Strategia altrettanto innovativo per gli stati membri, chiamati a maggiori responsabilità e capacità di analisi e di scelta.

In effetti, la nuova PAC mira a riequilibrare le responsabilità tra Bruxelles e gli stati membri, ampliando ulteriormente il principio di sussidiarietà, puntando a un sostegno più mirato e incentrato sui risultati, ma soprattutto gli stati regionalizzati dovranno sostenere maggiori responsabilità e dimostrare un’enorme capacità di coordinamento.

Verso una maggiore convergenza dei titoli. Aiuti accoppiati confermati

Tra le novità che aspettano gli agricoltori dal 2023 c’è una spinta ulteriore della convergenza interna per garantire una distribuzione più equa dei pagamenti diretti: ciascuno stato membro dovrà ridurre il differenziale di pagamento per ettaro, entro il 2026 tutti i diritti all’aiuto per ettaro dovranno raggiungere almeno l’85% del valore medio dei titoli. Nel sistema attuale, il valore di ciascun titolo è pari ad almeno il 60% del valore medio nazionale.

Sempre nell’ambito degli aiuti del primo pilastro, viene mantenuta la possibilità per gli Stati membri di dedicare al massimo il 13% delle risorse dei pagamenti diretti agli aiuti accoppiati, per supportare produzioni in difficoltà. Inoltre, per ridurre la dipendenza dalle importazioni di colture proteiche, un ulteriore 2% di supporto accoppiato potrà essere destinato alle leguminose.

Una PAC più green

La futura PAC avrà una maggiore ambizione per l’ambiente e il clima, questo è già evidente dal numero di obiettivi che riguardano questi aspetti, tre su nove.

Questa maggiore ambizione si avrà con un approccio globale al clima e all’ambiente con la cosiddetta architettura verde che conterrà le condizioni specifiche riguardanti la condizionalità “rafforzata”, oltre al fatto che gli interventi specifici per l’ambiente nel I e II pilastro verranno pianificati congiuntamente nel PSN.

La condizionalità rafforzata dovrà unire e migliorare gli aspetti dell’attuale condizionalità e del greening. Inoltre, la maggiore ambizione è stata ribadita dai co-legislatori con l’affermazione dei collegamenti della PAC con le altre leggi sull’ambiente e sul clima: i PSN, infatti, dovranno tener conto di analisi, obiettivi e target di una serie di altre leggi.

L’accordo sugli eco-schemi è stato tra i più controversi tra i co-decisori. Il 25% della dotazione per i pagamenti diretti verrà destinato agli eco-schemi, per l’Italia si tratta di circa 900 milioni annui. L’introduzione sarà flessibile nel primo biennio, quando gli stati membri potranno impiegare solo il 20% delle risorse, utilizzando il restante 5% nei pagamenti diretti disaccoppiati. Si tratta di un sistema premiante, obbligatorio per gli stati membri, ma assolutamente volontario per l’agricoltore, che potrà decidere di impegnarsi in pratiche ad alto valore aggiunto ambientale, per vedersi ricompensato tramite i fondi del primo pilastro. Il set di eco-schemi proposto dalla Commissione va dall’agricoltura biologica, alla difesa integrata dalle specie nocive, al risparmio idrico, ma anche misure volte a migliorare il benessere animale. Sulla base di questo menu e considerando le caratteristiche orografiche e climatiche, ciascuno stato membro dovrà scegliere quali eco-schemi offrire ai propri agricoltori. Al momento in Italia sono in discussione diversi modelli nell’ambito dei tavoli tecnici con il Mipaaf e le regioni e province autonome.

Per quanto riguarda il II pilastro, almeno il 35% dei fondi per lo sviluppo rurale dovranno essere indirizzati a misure ad alto valore ambientale, tra cui l’agricoltura biologica, la lotta integrata, ma anche misure volte a migliorare il benessere animale o a supportare le aree maggiormente svantaggiate.

La condizionalità rafforzata

Per quanto riguarda la condizionalità, ossia l’insieme di norme da rispettare per ottenere i pagamenti dei primo pilastro, come nella PAC attuale, gli agricoltori dovranno rispettare i criteri di gestione obbligatori (CGO), oltre alle norme UE in materia di buone condizioni agronomiche e ambientali (BCAA). Come anticipato, si tratterà di una condizionalità rafforzata, includendo una rivisitazione degli impegni del greening oltre a nuovi impegni come la condizionalità sociale.

Tra le BCAA la principale innovazione è l’introduzione della rotazione, un cambio di coltura a livello di particella, che non si applica alle colture pluriennali, alle graminacee e alle altre piante erbacee da foraggio e ai terreni a riposo. Anche chi produce con metodo biologico certificato sarà esente da questa BCAA.

Altra novità in questo ambito è che almeno il 4% della superficie a seminativi dell’azienda agricola deve essere dedicata a superfici e caratteristiche non produttive, compresi i terreni lasciati a riposo.

La già citata condizionalità sociale consiste nell’introduzione del vincolo del rispetto delle norme fondamentali relative alle condizioni di lavoro e di occupazione dei lavoratori agricoli e alla sicurezza e salute sul lavoro, per gli agricoltori. Nel caso in cui venga accertata una violazione, l’autorità competente dovrà informare l’organismo pagatore, che disporrà una riduzione degli aiuti. L’accordo prevede l’attuazione volontaria nel 2023 e l’attuazione obbligatoria nel 2025.

Conferme e novità per i giovani e per la gestione del rischio

Al fine di promuovere il ricambio generazionale nel settore, ogni stato membro dovrà utilizzare almeno il 3% della propria dotazione di fondi per supportare i giovani agricoltori, che dovrà definire scegliendo una soglia tra i 35 e i 40 anni. Le misure destinate ai giovani consistono nel sostegno complementare al reddito del primo pilastro, nel supporto al primo insediamento o agli investimenti. Altra importante novità riguarda la possibilità per gli stati membri di finanziare l’acquisto di terreni agricoli per i giovani agricoltori fino al 100%, ricorrendo a strumenti finanziari.

Vengono mantenuti gli interventi per la gestione del rischio attualmente in vigore (assicurazioni contro la perdita di produzione, fondi mutualistici contro la perdita di produzione e strumento di stabilizzazione del reddito), in aggiunta, viene introdotta la possibilità di stipulare polizze assicurative contro la perdita di reddito. Inoltre, gli stati membri dal 2023 potranno accantonare fino al 3% dei fondi del primo pilastro per la creazione di un fondo mutualistico nazionale.

I programmi settoriali nel nuovo PSN

Le attuali disposizioni relative alle OCM settoriali contenute nel regolamento UE 1308/2013 vanno a confluire nel PSN, nell’ambito degli interventi settoriali. Quelli relativi ai settori ortofrutticolo e dell’apicoltura saranno obbligatori per tutti gli stati membri, quello per il settore vitivinicolo sarà obbligatorio in 16 stati membri, mentre quelli per il luppolo, per l’olio di oliva e le olive da tavola, e per altri settori saranno volontari.

L’aiuto finanziario dell’UE sarà limitato sempre al 4,1% del valore della produzione commercializzata da ciascuna OP ortofrutticola, ma salirà al 4,5% nel caso di AOP e al 5% nel caso di OP o AOP transnazionali. Inoltre, un ulteriore 0,5% verrà riconosciuto alle OP/AOP che mettano in campo interventi legati al raggiungimento degli obiettivi ambientali. Almeno il 2% della spesa del programma operativo dovrà essere dedicato a interventi di ricerca e produzione sperimentale, almeno il 15% a interventi ambientali.

Le risorse destinate all’apicoltura aumenteranno, arrivando a circa 5,17 milioni di euro per l’Italia diventa quinto paese beneficiario dopo Spagna, Francia, Grecia e Romania.

Il sostegno dell’UE al settore vitivinicolo ammonterà a 323,88 milioni per l’Italia. Si conferma l’impianto attuale, ma gli stati membri dovranno assicurare che almeno il 5% dei fondi siano indirizzati a interventi volti a raggiungere gli obiettivi in materia di tutela dell’ambiente, adattamento ai cambiamenti climatici, miglioramento della sostenibilità dei sistemi e dei processi produttivi, riduzione dell’impatto ambientale del settore vitivinicolo dell’Unione, risparmio ed efficientamento energetico.

Il sistema di autorizzazioni all’impianto per i vigneti viene esteso fino 2045, rispetto all’attuale scadenza prevista per il 2030, tuttavia, la Commissione dovrà operare due valutazioni sul funzionamento, una nel 2028 e una nel 2040.

34,59 milioni di euro andranno, invece, a sostenere il settore dell’olio d’oliva, con un intervento settoriale limitato al 30% del valore della produzione commercializzata dalle OP e AOP per il 2023 e 2024, al 15% per il 2025 e 2026, e al 10% per il 2027.

Infine, sempre nell’ambito degli interventi settoriali del PSN, viene data la possibilità agli stati membri di progettare e attuare un sistema di aiuti alle OP/AOP di altri settori con una dotazione finanziaria di massimo il 3% rispetto a quella destinata ai pagamenti diretti.

Per quanto si tratti di risorse limitate potrebbe trattarsi di un’importante iniziativa per quei settori oggi privi di una OCM dedicata, che selezionando pochi tipi di intervento mirati, potrebbero ottenere nel tempo un beneficio, migliorando il coordinamento e il funzionamento delle filiere.

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