Just one second...

 

Crisi Mar Rosso: per Italia  posta in gioco di oltre 6 miliardi di euro

20 Febbraio 2024

La recente crisi in Medio Oriente si sta gradualmente espandendo alimentando il clima di incertezza sui mercati internazionali, già influenzato dalle tensioni geopolitiche connesse al conflitto russo-ucraino.In particolare, gli attacchi del gruppo di ribelli yemenita Houti alle navi mercantili che attraversano il Canale di Suez sta generando criticità ai traffici mercantili tra l’Asia e l’Europa.

Attraverso il Canale di Suez transita infatti gran parte delle merci scambiate tra Ue e Asia e l’attuale situazione sta portando molte compagnie di trasporto a modificare le rotte per raggiungere le proprie destinazioni commerciali, causando l’incremento dei costi e dei tempi di trasporto per l’utilizzo di tratte alternative sensibilmente più lunghe rispetto al passaggio sul Mar Rosso.

Tra la fine del 2023 e gennaio 2024 sono crollati i transiti attraverso il Canale di Suez e per raggiungere i porti asiatici di destinazione si tende a circumnavigare il Sud Africa, con un incremento dei costi di trasporto stimato nell’ordine del 40% e con un allungamento dei tempi di percorrenza mediamente di 7-10 giorni.

Ismea nel report Gli scambi agroalimentari italiani con l’Asia e la crisi del canale di Suez”, ha fornito una prima analisi del fenomeno e del relativo impatto, a partire dal ruolo dell’Asia nel commercio globale fino ai prodotti maggiormente esportati dall’Italia in quei paesi.

Secondo questo report il valore delle esportazioni italiane verso i mercati asiatici supera oggi i 6 miliardi di euro, con una crescita che in dieci anni è stata pari al +128%.

L’Italia è in quinta posizione tra i principali paesi esportatori di prodotti agricoli e alimentari verso l’Asia, dopo Paesi Bassi, Francia, Spagna e Germania. Uno scenario, questo, che si inserisce in un flusso di scambi in rapida evoluzione, che ha visto le importazioni di prodotti agroalimentari da parte dell’Asia assumere un peso crescente sull’intero commercio mondiale, con la quota passata in un decennio dal 30,4% del 2013 al 35,7% del 2022.

I principali prodotti esportati dall’Italia in Asia includono tutti i “campioni” del made in Italy, con una forte incidenza dei vini che muovono nell’area un fatturato di 446 milioni di euro relativamente ai soli fermi in bottiglia (dato 2022, pari all’8,5% dell’export totale di categoria) e di 119 milioni per gli spumanti (5,6%). Le paste, con 332 milioni di euro nel 2022, raggiungono in Asia una quota dell’11,9% dell’export totale del comparto; seguono pomodoro trasformato (230 milioni di euro, con il 9,4% di quota) e formaggi (258 milioni di euro; 7,2%). Riguardo alla frutta, i prodotti italiani più venduti sui mercati asiatici sono le mele (181 milioni di euro; 21% dell’export complessivo) e i kiwi (60 milioni di euro; 12% del totale).

Con riferimento alle importazioni, gli acquisti nazionali di prodotti agricoli e alimentari dall’Asia hanno generato una spesa di 4,9 miliardi di euro nel 2022 (i principali prodotti importati sono oli di palma, caffè e molluschi). Ne deriva un surplus della bilancia commerciale italiana nei rapporti di scambio con l’Asia di 1,2 miliardi di euro.

Primo cliente dell’area è il Giappone (1,75 miliardi di euro di acquisti agroalimentari dall’Italia nel 2022), seguito, con valori nettamente inferiori, da Cina, Corea del Sud e Arabia Saudita.

La recente crisi in Medio Oriente rischia di incidere doppiamente sui mercati, oltre a condizionare il quadro dei flussi fra l’Asia e il resto del mondo, potrebbe infatti far riversare parte dei prodotti normalmente destinati ai paesi asiatici, in particolare quelli più deperibili, nei tradizionali sbocchi europei generando possibili situazioni di surplus di offerta e conseguente riduzione dei prezzi.

Da evidenziare – conclude lo studio Ismea – che il commercio agroalimentare risulta esposto alla crisi non solo nelle esportazioni ma anche nelle importazioni di materie prime e semilavorati, la cui potenziale contrazione potrebbe generare un rallentamento della produzione dell’industria alimentare nazionale, e non solo, incidendo sulle catene globali del valore.

 

 

Ettore Fieramosca srl
P.IVA 13509021005

Via Pietro Cossa, 41
00193 Roma – Italy

https://ettorefieramosca.it/wp-content/uploads/2019/04/img-footer-map-2.png
Ettore Fieramosca srl
P.IVA 13509021005

Via Pietro Cossa, 41
00193 Roma – Italy
Dove siamo
https://ettorefieramosca.it/wp-content/uploads/2019/04/img-footer-map-2.png
GET IN TOUCHEttore Fieramosca Social links

Copyright by CreemLab. All rights reserved.

Copyright by CreemLab. All rights reserved.