Cibo DOP IGP per la prima volta sopra 9 miliardi, il vino frena, ma tiene livelli record di export (6,9 miliardi) .Scenario dazi: export cresce nei Paesi UE e cala Extra-UE; nel mercato interno i consumi nella GDO a +7,2%
Nel 2023, la Dop economy italiana ha dimostrato resilienza e dinamismo, consolidando il proprio ruolo centrale nell’agroalimentare nazionale. Secondo il XXII Rapporto Ismea-Qualivita, il settore ha raggiunto un valore di produzione di 20,2 miliardi di euro, in linea con quello dell’anno precedente (0,2%), nonostante le flessioni produttive a carico di diversi prodotti ortofrutticoli il rallentamento nel mondo del vino. L’incremento in valore nel decennio è stato invece significativo pari al più 52%, portando le indicazioni geografiche a sfiorare il 20% del fatturato complessivo dell’agroalimentare italiano.
Cibo e Vino: Performance a Confronto
Per la prima volta, il comparto alimentare DOP IGP ha superato la soglia dei 9 miliardi di euro (+3,5% annuo), trainato da prodotti come formaggi (+5,3%), oli di oliva (+33%) e carni fresche (+10%). Al contrario, il settore vinicolo ha registrato una lieve contrazione: il valore della produzione imbottigliata è sceso a 11 miliardi di euro (-2,3%), con un calo sia in quantità (-0,7%) che in valore, soprattutto per i vini DOP (-3,7%). Tuttavia, i vini IGP hanno mostrato una crescita sia in quantità (+6%) che in valore (+4,8%).
L’Export: una Leva Strategica
Le esportazioni di prodotti DOP IGP si attestano a 11,6 miliardi di euro nel 2023, mantenendo livelli record nonostante una lieve flessione dello 0,1% rispetto al 2022. Il trend positivo nell’UE (+5,3%) ha compensato il calo nei Paesi extra-UE (-4,6%). Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato estero, assorbendo oltre il 21% dell’export complessivo. Il settore alimentare ha raggiunto 4,67 miliardi di euro (+0,7%), mentre il vino ha registrato un leggero calo a 6,89 miliardi di euro (-0,6%).
Occupazione e Impatto Territoriale
Il sistema DOP IGP è un pilastro occupazionale, con 847.405 lavoratori coinvolti, di cui il 60% nella fase agricola. Le filiere coinvolgono 194.387 operatori, tra produttori e trasformatori, distribuiti su tutto il territorio nazionale. Dal punto di vista geografico, il 57% delle province italiane ha registrato una crescita, con performance particolarmente positive al Sud e nelle Isole (+4%) e nel Nord-Ovest (+1,5%). Tuttavia, il Centro ha subito un calo del 3,9%, trainato dalle difficoltà in Toscana (-5,5%).
L’area del Nord-Est, che rappresenta il 54% del valore della Dop economy nazionale con quasi 11 miliardi di euro, ha mantenuto risultati stabili (-0,6%). Veneto ed Emilia-Romagna si confermano leader, con il Veneto che da solo raggiunge 4,85 miliardi di euro (+0,4%). Il Sud e le Isole, invece, hanno registrato il miglior risultato degli ultimi cinque anni, con una crescita del 4%. Sardegna (+19%), Abruzzo (+10,6%) e Campania (+2,9%) sono le regioni trainanti, mentre la Puglia ha subito un calo significativo (-7,5%).
Le prime tre regioni per impatto economico sono Veneto (4,85 miliardi €), Emilia-Romagna (3,87 miliardi €) e Lombardia (2,58 miliardi €). Tra le province, Treviso (2,22 miliardi €) è al primo posto, seguita da Parma (1,67 miliardi €) e Verona (1,40 miliardi €). Brescia (+5,9%) e Udine (+2,8%) si distinguono per la crescita, mentre Modena (-8,6%) e Siena (-4,4%) hanno registrato le performance peggiori.
Consumi Interni: Crescita della GDO
Nel mercato interno, la spesa per i prodotti DOP IGP nella grande distribuzione organizzata (GDO) ha raggiunto i 5,9 miliardi di euro (+7,2%), riflettendo un aumento generale dei prezzi e un leggero calo dei volumi. I formaggi e gli oli di oliva hanno registrato incrementi sia in valore che in volume.


