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Presentato a Bruxelles il Piano Strategico nazionale

17 Gennaio 2022

Il 31 dicembre scorso è stato presentato a Bruxelles dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali il Piano Strategico Nazionale (PSN) che ha il compito di declinare e coordinare a livello nazionale gli obiettivi economici, ambientali e sociali previsti dalla PAC 2023-2027.

Per la prima volta, così come richiesto dal nuovo iter procedurale voluto dalla Commissione Europea, gli Stati membri hanno goduto di alcuni rilevanti gradi di libertà nella definizione delle risorse e dei meccanismi di erograzione dei pagamenti diretti. Le principali scelte dell’Italia,  maturate nell’ambito di un tavolo di partenariato che ha coinvolto le Regioni e tutti gli stakeholders, sono state finalizzate a conseguire due grandi obiettivi : quello di un riequilibrio nella distribuzione dei pagamenti diretti per portare a compimento il processo il convergenza interna avviato a partire dal 2014 e di un rafforzamento l’architettura verde dellla Pac.

Altra novità è rappresentata dal fatto che il Piano Strategico Nazionale abbraccia per la prima volta in maniera trasversale gli interventi del primo e del secondo pilastro ( ossia le misure del Psr) che in passato erano raccolti dai 21 diversi Piani di sviluppo rurale regionali.

Ora la palla passa alla Commissione Agricoltura dell’Unione Europea che dovrà decidere, da qui a giugno prossimo,  se il Piano avrà rispettato le macro indicazioni guida dell’Europa o se, invece, saranno necessari alcuni aggiustamenti per la sua applicazione.

Gli obiettivi principali del PSN sono il potenziamento della competitività del sistema in ottica sostenibile, il rafforzamento della resilienza e della vitalità dei territori rurali, la promozione del lavoro agricolo e forestale di qualità, la sicurezza sui posti di lavoro, il sostegno alla capacità di attivare scambi di conoscenza, ricerca e innovazioni e l’ottimizzazione del sistema di governance.

 

Fari puntati su sostenibilità climatico-ambientale, agricoltura biologica e benessere animale

Per raggiungere il traguardo di un sistema agricolo, alimentare e forestale sostenibile e inclusivo, il Piano prevede circa 10 miliardi di euro, tra primo e secondo pilastro ( ossia tra i pagamenti diretti e misure di sviluppo rurale), per interventi con chiare finalità ambientali: in questo quadro, grande importanza assumeranno i 5 eco-schemi nazionali, a cui sarà destinato il 25% delle risorse degli aiuti diretti e che sosterranno le aziende nell’adozione di pratiche agro-ecologiche per la sostenibilità climatico-ambientale.

Gli eco-schemi (o “regimi ecologici“), va precisato, non si sovrappongono con le misure agroambientali dei Psr,  sono dei sostegni Pac che gli Stati membri dell’Unione europea devono obbligatoriamente attivare a favore delle imprese agricole che attuano dei regimi volontari per il clima e per l’ambiente. I sostegni economici degli eco-schemi saranno concessi come pagamenti annuali per ettari ammissibili, sotto due possibili forme:

  • pagamenti aggiuntivi al sostegno di base al reddito;
  • pagamenti totalmente o parzialmente compensativi dei costi supplementari sostenuti e del mancato guadagno.

Secondo quanto previsto nel Psn, gli eco-schemi opereranno in sinergia con 26 interventi agro-climatico-ambientali contenuti nel secondo pilastro, con una dotazione di circa 1,5 miliardi di euro, con gli interventi a favore della forestazione sostenibile (500 milioni di euro), con una serie di investimenti produttivi, non produttivi e infrastrutturali a finalità ambientale (650 milioni di euro), con le azioni ambientali previste nell’ambito degli interventi settoriali delle organizzazioni comuni di mercato e gli investimenti ambientali del PNRR;

Altri 2,5 miliardi di euro verranno destinati all’agricoltura biologica, considerata la tecnica di produzione privilegiata per concorrere al raggiungimento di tutti gli obiettivi ambientali previsti dalle diverse strategie europee, mentre 1,8 miliardi di euro andranno invece per il miglioramento delle condizioni di benessere animale ed il contrasto del fenomeno dell’antimicrobico resistenza, in attuazione della strategia Farm to Fork.

Aiuti al reddito degli agricoltori: verso una progressiva perequazione

Il Psn porterà un sistema di aiuti al reddito più equo, attraverso la progressiva perequazione del livello del sostegno al reddito che, prendendo a riferimento l’intero territorio nazionale, determina un sensibile riequilibrio nell’allocazione delle risorse dei pagamenti diretti, a vantaggio delle aree rurali intermedie e delle aree rurali con problemi di sviluppo, nonché delle zone montane e di alcune zone collinari interne. Contestualmente, il 10% della dotazione nazionale dei pagamenti diretti viene ridistribuito focalizzando l’attenzione sulle aziende medio-piccole.

Particolare attenzione è stata data ai comparti produttivi con maggiori difficoltà, al fine di tenere conto delle sfide che alcuni settori devono affrontare, allo scopo di migliorare la qualità, la competitività e la sostenibilità dei vari processi produttivi. Una dotazione annua di circa 70 milioni di euro è destinata a sostenere il piano proteine vegetali, con l’obiettivo di ridurre il livello di dipendenza dell’Italia dall’estero e conseguire un miglioramento della sostanza organica nel suolo;

La gestione del rischio verso una svolta decisiva

Tre miliardi di euro sono destinai ai nuovi strumenti di gestione del rischio, in modo da garantire una più ampia partecipazione degli agricoltori agli strumenti messi a disposizione per far fronte alle crescenti avversità climatiche di carattere catastrofale; al già collaudato strumento delle assicurazioni agevolate, si affianca infatti il nuovo Fondo di Mutualizzazione Nazionale, cui concorrono anche gli agricoltori attraverso una trattenuta del 3% dei pagamenti diretti;

Filiere più competitive, integrate e con maggior potere negoziale

Altra priorità definita nel Psn è il rafforzamento della competitività delle filiere, con l’obiettivo di migliorare il posizionamento degli agricoltori lungo la catena del valore, attraverso una maggiore integrazione dei diversi attori, dalla gestione dell’offerta, all’ammodernamento delle strutture produttive. A questo obiettivo concorrono, in particolare, gli interventi settoriali dedicati ai settori vitivinicolo, ortofrutticolo, olivicolo, apistico e pataticolo;

Un’agricoltura più giovane, inclusiva, equa e in grado di assicurare maggiore sicurezza sul lavoro

Un’attenzione particolare è stata rivolta ai giovani, un patrimonio per il futuro del settore agricolo e agroalimentare; il Piano prevede di potenziare le politiche in favore dei giovani, integrando gli strumenti del primo e del secondo pilastro della PAC, in modo da mobilitare complessivamente 1.250 milioni di euro;
Fari puntati anche sull’ equità e sicurezza nelle condizioni di lavoro; la strategia intende promuovere il lavoro agricolo e forestale di qualità, favorendo maggiore trasparenza agli aspetti contrattuali e più sicurezza sui luoghi di lavoro. Con questo obiettivo saranno rafforzati i servizi di consulenza aziendale, da indirizzare anche all’assistenza sulle condizioni di impiego e gli obblighi dei datori di lavoro, nonché la salute e la sicurezza sul lavoro e l’assistenza sociale nelle comunità di agricoltori;

La condivisione della conoscenza per la competitività e la diffusione dell’innovazione

Al centro del piano anche il sistema della conoscenza (AKIS) a servizio della competitività e della sostenibilità; al fine di supportare le imprese agricole e forestali nell’adozione di tecniche produttive più sostenibili e innovative, l’introduzione di nuove tecnologie, è stato compiuto uno sforzo importante per superare la frammentazione del sistema della conoscenza, proporre strumenti più efficaci e favorire maggiore integrazione tra consulenza, formazione, informazione e gruppi operativi per l’innovazione.

Il PSN affronta le sfide presenti e future che il settore primario si trova a fronteggiare: il benessere animale e la riduzione dell’antibiotico resistenza, la digitalizzazione del settore agricolo, alimentare e forestale per il miglioramento delle performance economiche e ambientali, l’inclusione sociale, la parità di genere e le condizioni di lavoro. Con l’architettura verde e il sostegno alla ricerca risponde alle grandi sfide ambientali lanciate in particolare dal Green Deal europeo, da Farm to Fork, dalla Strategia europea per la Biodiversità e dalla Strategia Forestale europea. Gli investimenti previsti permetteranno quindi di contribuire a raggiungere nel 2027 una maggiore sicurezza e qualità alimentare a lungo termine, un maggiore livello di competitività delle aziende, una più efficiente valorizzazione delle risorse naturali, un riequilibrio del valore lungo le filiere agroalimentari, una minore emissione di gas serra, la salvaguardia della biodiversità e nuova occupazione per i giovani e per le aree marginali.

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