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Dal primo gennaio parte la nuova PAC

3 Gennaio 2023

Con l’avvio del 2023 si apre un nuovo capitolo per l’agricoltura italiana ed europea. Dal primo gennaio è entrata infatti ufficialmente in vigore la nuova Politica Agricola Comunitaria, che si distingue per un’impronta ambientalista più marcata rispetto al passato, nel solco del Green Deal Europeo e della strategia Farm to Fork e per una maggiore perequazione del livello del sostegno accordato agli agricoltori, sulla scia del processo di convergenza interna del valore dei titoli avviato negli scorsi anni.

In sostanza la nuova PAC ambisce a rafforzare il contributo dell’agricoltura agli obiettivi ambientali e climatici dell’UE, fornire un sostegno più mirato alle aziende agricole di piccole dimensioni e consentire agli Stati membri una maggiore flessibilità nell’adattamento delle misure alle condizioni locali.

Tra le novità ambientali della nuova PAC, va sicuramente menzionata l’introduzione dei regimi ecologici, i cosiddetti ecoschemi, che genereranno un pagamento aggiuntivo per ettaro agli agricoltori che si impegnano ad osservare pratiche agricole benefiche per il clima, l’ambiente e il benessere degli animali.

Le declinazioni nazionali della Pac sono racchiuse nei Piani Strategici  (PSP) che ciascuno Stato ha presentato. Quello  dell’Italia ha ricevuto il placet da Bruxelles il 2 dicembre scorso, dopo un lungo processo negoziale. Con l’approvazione del PSP sono messi a disposizione del settore agro-alimentare e forestale e delle aree rurali italiane 35 miliardi di euro in 5 anni. Risorse che provengono per 26,6 miliarid di euro dal bilancio Ue, mentre la quota di cofinanziamento nazionale ammonta a circa 8,5 miliardi di euro.

Le scelte effettuate dall’Italia hanno inteso privilegiare i giovani agricoltori (+24% rispetto al limite richiesto dal regolamento), gli obiettivi ambientali e climatici nell’ambito dello sviluppo rurale (+13%), l’approccio Leader (+14%), mentre ai regimi ecologici ( i cosiddetti eco-schemi) è stato dedicato il 25% della dotazione dei pagamenti diretti. Il 10% dei pagamenti diretti è stato invece dirottato sul pagamento ridistributivo, ossia quell’ importo aggiuntivo per ettaro spettante agli agricoltori che operano in piccole e medie aziende.

Il PSP è un documento ambizioso che affronta le sfide presenti e future che il settore primario si trova a fronteggiare: dalla transizione verde al benessere animale e alla riduzione dell’antibiotico resistenza, dalla digitalizzazione del settore agricolo, alimentare e forestale per il miglioramento delle performance economiche e ambientali all’inclusione sociale, alla parità di genere e al miglioramento delle condizioni di lavoro. Gli investimenti previsti permetteranno di contribuire a raggiungere nel 2027 una maggiore sicurezza e qualità alimentare a lungo termine, un maggiore livello di competitività delle aziende, un più efficiente sfruttamento delle risorse naturali, un riequilibrio del valore lungo le filiere agroalimentari, una minore emissione di gas serra, la salvaguardia della biodiversità e nuova occupazione per i giovani e per le aree marginali.

 

Una PAC economicamente sostenibile e più equa

Al fine di migliorare la redditività delle aziende agricole, l’Italia punta a garantire un sistema più mirato e più equo del sostegno finanziario agli agricoltori. A tale riguardo, l’Italia assegnerà 17,61 miliardi di euro per stabilizzare il reddito degli agricoltori, garantendo una distribuzione migliore e più equa degli aiuti tra aziende e tra territori, a vantaggio delle aree rurali intermedie e delle aree rurali con maggiori problemi di sviluppo, nonché delle zone montane e di alcune zone collinari interne. Di questi, circa 1,76 miliardi di euro saranno destinati al pagamento ridistributivo, rafforzando il sostegno alle piccole e medie aziende agricole.

Tenendo conto del numero crescente di catastrofi naturali, quasi 3 miliardi di euro saranno utilizzati per i nuovi interventi di gestione del rischio, in modo da garantire una più ampia partecipazione degli agricoltori agli strumenti messi a disposizione per far fronte alle avversità climatiche ed agli eventi catastrofici (gelo, alluvione e siccità); al già collaudato strumento delle assicurazioni agevolate, dal 2023 si affianca il nuovo Fondo di Mutualizzazione Nazionale, a cui parteciperanno circa 800.000 agricoltori beneficiari dei pagamenti diretti.

Particolare attenzione viene dedicata ai comparti produttivi con maggiori difficoltà, ai quali è destinata una dotazione di 2,64 miliardi di euro, per accompagnarli nelle sfide che devono affrontare per migliorare la loro qualità, la competitività e la sostenibilità dei vari processi produttivi. Di queste risorse, 352 milioni di euro saranno destinati a sostenere il piano proteine vegetali, con l’obiettivo di ridurre il livello di dipendenza dell’Italia dall’estero e conseguire un miglioramento della sostanza organica nel suolo.

Il Piano concentrerà la sua azione sul rafforzamento della competitività delle filiere e sul miglioramento della posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento, attraverso una maggiore integrazione dei diversi attori coinvolti, una migliore gestione dell’offerta e l’ammodernamento delle strutture produttive. A questo obiettivo concorrono, in particolare, gli interventi settoriali dedicati ai settori vitivinicolo, ortofrutticolo, olivicolo, apistico e pataticolo, nonché investimenti di sviluppo rurale e iniziative di cooperazione volte a migliorare le relazioni tra gli attori delle filiere a livello locale.

Una PAC più verde

Per affrontare le sfide climatico-ambientali, il PSP si concentra sulla transizione verde dei settori agricolo, alimentare e forestale. Circa 10,7 miliardi di euro sono destinati a interventi sul clima e l’ambiente. Con questo obiettivo, l’Italia ha elaborato 35 regimi volontari con cui compensare gli agricoltori che decideranno di aderire alle pratiche agro-ecologiche. Questi includono un uso ridotto di fertilizzanti e fitofarmaci, tecniche agricole che preservano la biodiversità e pratiche di conservazione del suolo.

Uno stanziamento di oltre 2 miliardi di euro sarà destinato all’agricoltura biologica, considerata tecnica di produzione privilegiata per concorrere al raggiungimento degli obiettivi ambientali previsti dalle diverse strategie europee. La superficie investita a biologico ha già raggiunto i 2,2 milioni di ettari nel 2021 (17,4% della SAU complessiva) e l’Italia punta a raggiungere il 25% entro il 2027.

Il Piano stanzia, inoltre, 518 milioni di euro per la promozione di sistemi agricoli particolarmente rispettosi dell’ambiente su 2,14 milioni di ettari (quasi 17,9% della superficie agricola del Paese), consentendo la riduzione dell’inquinamento di acqua, suolo e aria e di sviluppare l’economia circolare all’interno delle aziende agricole.

Circa 500 milioni di euro saranno destinati a interventi a favore della forestazione sostenibile, da perseguire attraverso gli strumenti della pianificazione forestale, ma anche prevedendo il sostegno a tutti gli interventi in grado di migliorare la prevenzione dai danni causati dai disturbi naturali e dagli eventi climatici estremi. Mentre 650 milioni di euro sosterranno investimenti produttivi, non produttivi e infrastrutturali a finalità ambientale.

Una PAC socialmente sostenibile

In sinergia con altri fondi comunitari e nazionali, il PSP propone un pacchetto di interventi volti ad offrire strumenti a sostegno dell’imprenditorialità e delle start-up, non solo in agricoltura ma anche in altri settori dell’economia rurale.

L’Italia, inoltre, sarà tra i primi Stati membri ad attuare la nuova “condizionalità sociale”, un sistema che intende migliorare le condizioni di lavoro nell’agricoltura europea già nel 2023, favorendo maggiore trasparenza sugli aspetti contrattuali e più sicurezza sui luoghi di lavoro.

Verranno poi rafforzate le politiche a favore dei giovani agricoltori, con una dotazione complessiva di 1,1 miliardi di euro da destinare ai progetti imprenditoriali avviati dalle nuove generazioni.

Il Piano presta inoltre particolare attenzione al benessere animale, destinando una quota significativa delle risorse per i regimi ecologici (eco-schemi) e gli interventi di sviluppo rurale (oltre 2 miliardi di euro), a migliorare le condizioni di vita del bestiame e alla riduzione dell’uso di antimicrobici.

Una PAC più attenta allo scambio delle conoscenze e alla digitalizzazione

Una rinnovata attenzione viene dedicata dal PSP al sistema della conoscenza (AKIS), a servizio della competitività e della sostenibilità, nonché alla innovazione e digitalizzazione dell’agricoltura e delle aree rurali, allo scopo di supportare le imprese agricole e forestali nell’adozione di tecniche produttive più sostenibili e innovative e l’introduzione di nuove tecnologie.

Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, il PSP destina circa 2,22 miliardi di euro alla promozione e alla condivisione della conoscenza, dell’innovazione e della digitalizzazione. Le iniziative sostenute comprendono, tra l’altro, la consulenza agli agricoltori, servizi di consulenza su temi strategici (come il benessere animale, la sostenibilità ambientale e la gestione del rischio) e la formazione professionale di imprenditori e lavoratori.

 

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