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Legge sul biologico vicina al traguardo finale

2 Luglio 2021

Dopo la votazione al Senato il disegno di legge n.988 è tornato alla Camera per la discussione finale, ma la bagarre che si è scatenata in merito all’equiparazione tra biologico e biodinamico rischia di far slittare ancora una volta i tempi di approvazione finale del testo di legge. 

Il 20 maggio è stato approvato in Senato con 195 voti favorevoli, uno contrario e un astenuto il disegno di legge n. 988 recante disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico. La legge è ora tornata alla Camera, dove era stata approvata con un voto bipartisan ormai due anni fa. Il via libera finale della norma potrebbe tuttavia essere ostacolato dalla polemica infuocata sollevatasi all’indomani della votazione in Senato e soprattutto dall’alzata di scudi di parte del mondo scientifico e accademico relativamente all’assimilazione tra il metodo di produzione biologico e biodinamico.

Secondo la norma infatti “il metodo di agricoltura biodinamica, che prevede l’uso di preparati biodinamici e specifici disciplinari, applicato nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti dell’Unione europea in materia di agricoltura biologica, è equiparato al metodo di agricoltura biologica”.

La querelle dell’equiparazione tra biologico e biodinamico

L’agricoltura biodinamica viene definita da Wikipedia come un “insieme di pratiche pseudoscientifiche basate sulla visione spirituale antroposofica del mondo elaborata dal teosofo ed esoterista Rudolf Steiner, da attuarsi durante la produzione agricola, in particolare di prodotti alimentari. Lo scopo di chi abbraccia questo sistema di credenze vorrebbe essere il raggiungimento di una agricoltura più in equilibrio con l’ecosistema terrestre”.

Tra le metodiche prescritte dall’agricoltura biodinamica figurano anche rituali o vere e proprie “stregonerie”, come sono state definite da alcuni esponenti del mondo scientifico. A suscitare particolare scalpore mediatico sono state pratiche come quella cosiddetta “del cornoletame” che prevede di sotterrare un corno di vacca che “abbia figliato almeno una volta riempito di letame” o il “cornosilice” lo stesso corno ma riempito di quarzo frantumato, o ancora il “preparato di Achillea”  fior di achillea millefolium, “raccolti in una giornata di pieno sole ed inseriti in una vescica di cervo maschio”.

Tra chi si è schierato contro questa legge, figura innanzitutto la senatrice e scienziata Elena Cattaneo, l’unica ad avere espresso in aula un voto contrario all’approvazione del ddl.  La senatrice che ha in più di un’occasione affidato al Messaggero l’esposizione del suo punto di vista, nell’attaccare duramente l’equiparazione tra biologico e biodinamico e invocare la modifica del testo di legge, si è fatta portavoce delle perplessità espresse da parte della comunità scientifica italiana, che ha definito le pratiche prescritte dal metodo biodinamico come “inconciliabili con la scienza”. “Come è possibile – si chiede la Cattaneo –  che il Paese di Galileo Galilei abbia finito col sostenere l’inserimento in legge del pensiero magico, per poi arrivare a sostenere economicamente, con denaro pubblico, pratiche stregonesche peraltro facenti capo ad un marchio registrato estero ( il marchio biodinamico è stato registrato dalla Demeter una no-profit multinazionale con il quartier generale in Germania n.d.r.)

Una domanda che secondo la Cattaneo vari eminenti studiosi hanno posto ai membri del Senato italiano e a cui hanno fatto eco sia l’appello al Parlamento dell’Accademia dei Lincei sia una petizione che ha raccolto già più di 33mila firme, molte provenienti da ricercatori italiani in tutto il mondo.  “ Si sono mobilitate organizzazioni agricole e società scientifiche – scrive ancora la senatrice –  come la Società italiana di tossicologia (Sitox), l’Associazione Italiana Società Scientifiche Agrarie (Aissa), l’Accademia nazionale dell’Agricoltura (Ana), le rappresentanze Confagricoltura di Mantova, Lodi e della regione Toscana e anche lo stesso presidente di Confagricoltura nazionale, Massimiliano Giansanti, che ha espresso delle perplessità”.

Personalità di spessore si trovano anche sul fronte opposto, quello a favore del testo di legge nella sua formulazione originaria. Tra questi Carlo Petrini che ha a sua volta definito “pressapochista , dogmatico e “sintomo di non conoscenza” l’approccio di quanti hanno tacciato l’agricoltura biodinamica come un’aberrazione normativa da ciarlatani. Il timore espresso anche da Petrini è che a causa del polverone mediatico sollevato da queste accuse, la Camera stravolga il testo di legge, allungando ulteriormente un riconoscimento normativo atteso da più di 15 anni, in un contesto in cui è urgente operare un cambio di paradigma in agricoltura. “Dopo decenni di applicazione indiscriminata di un modello intensivo e industriale – scrive Petrini sulla Stampa – ci troviamo a fare i conti con un impoverimento della flora e della fauna, suoli degradati, falde acquifere e aria inquinate. D’altronde anche le esigenze odierne sono cambiate e mi chiedo in quale mondo vivano gli scienziati anti-biologico e biodinamico, quando affermano che l’interesse nazionale sia ancora l’aumento della produttività. In una società dove il sistema alimentare inquina, spreca e ammala, mi sembra molto chiaro che la prerogativa non è più produrre di più con meno, ma meglio.”

Aiab, AssoBio e FederBio, le associazioni che rappresentano l’intero settore dell’agricoltura e della produzione biologica e biodinamica nel nostro Paese hanno lanciato il 10 giugno un appello a sostegno del disegno di legge approvato dal Senato .

Nell’appello si richiama l’importanza di una norma che valorizzi e orienti il settore, cresciuto fortemente negli ultimi anni. Una legge che spinga la ricerca, la formazione, il sistema dei controlli. “Se il nostro Paese facesse altre scelte, perderebbe l’occasione unica offerta dal Green Deal europeo, che con la strategia Farm to Fork e il Piano d’azione Europeo per il biologico mira a una crescita consistente del settore e prevede di conseguenza un adeguato sostegno economico dedicato a questa agricoltura sostenibile certificata.  La biodinamica “nel disegno di legge è stata inserita proprio in quanto già oggi certificata biologica – si legge nell’appello  – e gli stessi preparati biodinamici, descritti come pratiche esoteriche, sono in realtà mezzi tecnici iscritti nell’elenco dei prodotti ammessi per il biologico dai Regolamenti UE e regolarmente autorizzati al commercio dai decreti ministeriali in vigore nel nostro Paese”.

Cosa prevede il ddl 988

Il ddl n. 988, “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, nasce da una proposta di legge presentata nel marzo 2018. Il testo prevede, tra le altre misure, l’istituzione di un marchio del biologico italiano di cui potranno fregiarsi “i prodotti biologici ottenuti da materia prima italiana” e un tavolo tecnico per la produzione biologica. E ancora, viene previsto un Piano d’azione nazionale con cadenza triennale, i cui principali obiettivi sono il supporto alle imprese agricole nella conversione al biologico, il sostegno alle forme associative e contrattuali finalizzate al rafforzamento della filiera produttiva e una corretta informazione rivolta ai cittadini per favorire l’aumento della domanda dei vari prodotti. Previsti anche il Piano nazionale per le sementi biologiche e la creazione del Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, nonché una serie di misure per incentivare la ricerca tecnologica.

L’articolo 13 del Ddl, lungo e articolato, riguarda infine i distretti biologici che consentono di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali, favorendo anche forme di aggregazione e  integrazione tra diversi soggetti e attività che ricadono nello stesso territorio es  agricoltura, ristorazione,  cittadinanza , associazionismo, ricerca.  

La legge avvicina l’Italia agli obiettivi del Green deal europeo e alle strategie Farm to Fork e Biodiversità che puntano a triplicare la superficie coltivata a biologico e a ridurre del 50 per cento l’uso di pesticidi e antibiotici e del 20 per cento quello dei fertilizzanti entro il 2030.

I numeri dell’ agricoltura biolofica in Italia e nel mondo

Il biologico italiano conta 80.000 aziende e una percentuale di terreni coltivati di quasi il 16% sul totale dei campi, doppia rispetto alla media europea dell’8%. Negli ultimi dieci anni il trend del settore ha registrato una continua crescita: le superfici bio in Italia, circa 2 milioni di ettari, sono aumentate del 79 per cento, mentre le aziende bio, che attualmente sono oltre 80mila, del 69 per cento. Nel 2020 il mercato del biologico italiano ha raggiunto i 6,9 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi relativi al mercato interno con un incremento del 142 per cento dal 2010.

Dal 2009 al 2019 le superfici investite a biologico nel mondo sono aumentate del 102% per assecondare una domanda che cresce a ritmo sostenuto in diverse aree del pianeta e che ha ormai ampiamente superato i 100 miliardi di euro.

Tra i maggiori paesi acquirenti di prodotti alimentari biologici, si legge da un breve estratto dei dati contenuti nella piattaforma ITABIO, figurano al primo posto gli Stati Uniti, con il 42% sul totale delle vendite nel canale retail, grazie a una quota di 45 miliardi di euro. Al secondo posto due Paesi europei: la Germania, con 12 miliardi di euro e la Francia con 11 miliardi di euro. Quarto mercato la Cina (8% del totale), in forte ascesa, seguita dall’Italia (3% del totale).

La top 10 dei Paesi con la spesa pro-capite bio più alta è guidata dalla Danimarca, con 344 euro a persona, seguita dalla Svizzera (338 euro), dal Lussemburgo (265 euro), dall’Austria (216 euro) e dalla Svezia (215 euro). Per trovare un Paese extra europeo dobbiamo aspettare l’ottavo posto, occupato dagli Stati Uniti, dove la spesa pro-capite bio ammonta a 136 euro, un dato comunque più che raddoppiato in dieci anni. L’Italia, con una spesa pro capite di 60 euro è fuori dalle prime dieci posizioni, ma segna un incoraggiante +129% negli ultimi dieci anni (2010-2019).

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